6 errori da evitare nella ristrutturazione di un trullo

14 May 2019

Nella maggior parte dei casi le parole “ristrutturazione casa” suscitano sentimenti contrastanti, la cui intensità si muove in uno spettro che va dall’ansia fin dal terrore.

I motivi alla base sono tanti e tutti sovrapponibili: la paura dell’”ignoto”, del non sapere a monte quale sarà precisamente il risultato finale, il timore di imprevisti, l’incertezza dovuta al non avere una data sicura di fine lavori o la cifra definitiva che si andrà a spendere.

Timori che si amplificano in maniera esponenziale se la ristrutturazione riguarda un trullo, il cui restauro richiede un’esperienza, una manovalanza e un sapere sempre più rari da trovare.

Per questo abbiamo chiesto a Francesco Serra che conduce, con l’aiuto del papà Donato, l’azienda Edilserra, specializzata da oltre 40 anni nel restauro dei trulli, quali errori dobbiamo evitare quando intraprendiamo la ristrutturazione di un trullo.

Ecco cosa abbiamo scoperto:

  1. La fretta: quando si ristruttura un trullo l’ansia di terminare velocemente è la nostra peggior nemica. Non bisogna avere fretta né nell’esecuzione dei lavori, né tanto meno nella fase preliminare di progettazione, definizione dei lavori, scelta dell’impresa e quant’altro. Meglio perdere un po’ più di tempo per effettuare dei rilievi precisi dello stato di fatto, per cercare la soluzione perfetta, ponderando bene ogni cosa, piuttosto che doversi poi fermare a lavori iniziati perché non si erano previste alcune cose.
  2. Affidarvi alle persone sbagliate: i trulli sono strutture realizzate a secco, in cui ogni singolo lavoro deve essere eseguito manualmente. Questo richiede una grande esperienza e una notevole competenza: devi essere abbastanza intelligente e “allenato” da capire a occhio che tipo di incastro di pietre c’è. Ricordiamoci che a differenza di un’altra abitazione in cemento, il trullo, se restaurato in modo incompetente, potrebbe addirittura crollare! Scegliete con molta attenzione l’impresa che, nel restauro dei trulli, è forse la cosa più importante: spesso nel tentativo di risparmiare si sceglie tramite il passaparola o privilegiando chi ci offre il prezzo migliore, ma è bene valutare l’affidabilità dell’impresa e la sua adeguatezza rispetto al tipo di lavori da eseguire;
  3. Cambiare il prospetto del trullo: esistono trulli ultra centenari, che sono sopravvissuti a secoli di cambiamenti. Ci sarà un motivo…
  4. “Spogliare” completamente il cono di un trullo: al contrario l’unica tecnica è quella dello “scuci e cuci”, che consiste nello scucire, cioè smontare piccoli conci di cono e ricucirli ossia rimontarli pezzo per pezzo integrando o rilavorando dove necessario le pietre. Noi cerchiamo di utilizzare il più possibile il materiale originario laddove è possibile, sostituendo solo quando è necessario con pietre nuove lavorate comunque sempre manualmente;
  5. Utilizzare pietre lavorate meccanicamente: spesso, girovagando nell’agro della Valle d’Itria, noto dei trulli dai coni perfetti, talmente incastrati da non lasciare nemmeno la più piccola fessura. In questo caso si sono utilizzate pietre ricavate da lastroni tagliati meccanicamente, che riproducono la forma originaria delle chianche. Ricordate che, nel restauro di un trullo, tutto deve essere recuperato a mano e a secco, riprendendo il lavoro dei nostri avi!
  6. Stravolgere gli interni: gli ambienti devono restare il più fedeli possibili all’originale. Attenzione: al bando malte cementizie per l’intonacatura. Anche eventuali nuove aperture – solo se permesse dalla sovrintendenza – devono essere realizzate a secco utilizzando anche in questo caso il metodo dello scuci e cuci con il solo aiuto di puntelli e centine di legno come sostegno.

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