Alberobello: una cummersa che non cede al passar del tempo

28 January 2019

C’è una casa, nel cuore di Alberobello, in cui abita una coppia di anziani.

Vivono lì dalla vita, questa è il loro nido d’amore da sempre.


Non è il tipico trullo, come ci si potrebbe aspettare da questo paese, ma un imponente palazzotto su più piani, con il tetto a punta, o meglio, con il tetto a cummersa. La cummersa – molto diffusa nella vicina Alberobello – è un tetto spiovente a falde di pietra, ottenuta con la sovrapposizione di “chiancarelle” calcaree, di cui il terreno della Valle d’Itria è ricco. Il principio è lo stesso di un trullo: spietrare scampoli di terra per renderli coltivabili per riutilizzarli, creando delle vere e proprie abitazioni.

Con questo ingegno, misto a intuito, abbiamo avuto modo di confrontarci proprio qualche mese fa, quando l’anziana coppia di coniugi ci chiese di restaurare il tetto oramai in pessime condizioni: all’epoca non sapevamo ancora cosa avremmo scoperto.

Dopo un primo sopralluogo, infatti, capimmo che quelle chianche – sì malconce, ma ancora tutte lì, ben incastrate – erano su quel tetto da oltre 200 anni, testimoni di un antico sapere che conservava in maniera tangibile i segni di quelle genti che sono state.


Per recuperare il tetto a cummersa abbiamo utilizzato l’antico metodo dello scuci e cuci, utilizzando nuove chiancarelle solo ed esclusivamente dove era indispensabile; abbiamo completato l’opera restaurando le antiche canne fumarie e l’intera facciata, ripulita dal vecchio intonaco. Abbiamo così recuperato l’antica pietra, scegliendo di lasciarla a vista, dipingendola di latte di calce.

Un progetto che ha richiesto tre settimane di duro lavoro, ma il cui risultato ha ripagato di ogni sforzo.



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