Come riscaldare un trullo? Parola all'esperto

06 March 2019

Freschi d’estate e caldi di inverno. E’ questa la narrazione tradizione che ruota attorno ai trulli.

Nella realtà, oggigiorno, in un intervento di recupero e ristrutturazione di un trullo – pur operando nel pieno rispetto della tradizione – è necessaria, o almeno sempre più richiesta, una scelta mirata al raggiungimento degli standard contemporanei di vivibilità.

E il riscaldamento, si sa, è una delle prime esigenze da soddisfare. In tanti si chiedono, però, qual è la soluzione migliore – più efficace e allo stesso tempo più conveniente – da adottare in un trullo.

Abbiamo chiesto a Francesco Serra, titolare dell’azienda Edilserra che da oltre 40 anni opera, in maniera professionale, nel settore della costruzione e ristrutturazione dei trulli, un consiglio su quale sia il modo migliore per riscaldare un trullo.

«Non ho alcun dubbio che il modo più efficace per riscaldare un trullo sia un impianto di riscaldamento a pavimento. Il riscaldamento a pavimento è costituito da una serpentina di tubi in cui scorre acqua ad una temperatura di circa 30°-40° (i termosifoni normali hanno una temperatura di 70°-80°) Questi tubi sono collegati alla caldaia che riscalda il fluido. Il solaio nella parte più interna, a contatto con la struttura alloggia un isolante che non permette il passaggio del calore verso il piano inferiore ma solo verso l’ambiente da riscaldare.

I vantaggi sono tanti e di natura diversa.

  • È innanzitutto evidente come un sistema di riscaldamento a pavimento sia l’unico che non preveda l’ingombro di corpo scaldanti e possieda una flessibilità architettonica che permette di installarlo anche in ambienti dalle forme geometriche irregolari come può essere un trullo. La struttura tradizionale dei trulli non viene così in alcun modo inficiata, lasciando intatta la superficie originaria delle parenti interne. Gli spazi così risultano essere più puliti e ampi. 
  • In secondo luogo, il sistema di riscaldamento a pavimento garantisce una omogenea regolazione del calore, fronteggiando risalite di umido: si può scegliere – in fase di installazione – quali aree riscaldare maggiormente, aumentando la densità delle serpentine da porre sotto il pavimento.
  • E’ economicamente più vantaggioso: a fronte di un maggiore investimento iniziale, il riscaldamento a pavimento comporta un risparmio energetico quantificabile nell’ordine del 25% all’anno.
  • Può essere convertito in impianto di raffrescamento: con l’immissione di acqua fredda (anche solo 15-17 °C) al posto dell’acqua calda, si ottiene il risultato di rinfrescare l’ambiente senza gli svantaggi consumi energetici collegati ai condizionatori. Si evita in tal modo anche l’ulteriore spesa per l’acquisto dei condizionatori.
  • Migliora la classe energetica del trullo, per cui aumenta il valore dell’immobile; si allungano anche i tempi di manutenzione, poiché non è più necessario tinteggiare le pareti ogni 2-3 anni per eliminare i classici baffi neri che si formano sui caloriferi.
  • Infine, ma non ultimo, il riscaldamento a pavimento è la soluzione ottimale per chi soffre di allergie: non spostando aria si riduce la diffusione di muffe e polveri.»

 Parola di Francesco Serra.


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