Hai un trullo e lo vuoi trasformare in un bed and breakfast? Tutto quello che c'è da sapere

02 February 2020

Sempre più spesso ci ritroviamo ad avviare progetti di ristrutturazione di trulli destinati a diventare Bed&Breakfast, una scelta intelligente per coloro che hanno a disposizione spazi molto ampi e inutilizzati, per quanti hanno un trullo come seconda casa o per i tanti, sempre più numerosi, che vogliono fare un investimento in Puglia.

D’altronde i numeri parlano chiaro: la presenza di stranieri nella nostra regione è in continuo aumento, con arrivi che coprono quasi tutto l’anno, in uno scenario in continua evoluzione. I turisti contemporanei, infatti, viaggiano molto più frequentemente e per periodi più brevi, utilizzando il web come principale strumento non solo per la ricerca di informazioni ma anche per la pianificazione della vacanza e sono sempre più assetati di vivere un’esperienza unica, che possa raccontare l’identità del luogo che hanno scelto.

Un cambiamento totale del punto di vista che ha decretato il declino delle classiche catene alberghiere a favore di soluzioni ricettive “casalinghe”, più intime, confortevoli e, in alcuni casi, anche più economiche, quali appunto i Bed&Breakfast. 

Se i fattori esogeni sono – almeno in questo momento – positivi, è però necessario considerare, prima di fare un passo del genere, tutta una serie di adempimenti in materia burocratica e fiscale che devono essere soddisfatti, perché nulla è più lasciato al caso.

Dal 2011, infatti, è stato introdotto il concetto di B&B a carattere imprenditoriale, oltre a quello a carattere familiare, che regolamenta questa attività con partita iva e a carattere di impresa. Inoltre l’esercizio dei B&B è regolata in maniera differente, tramite appunto un regolamento, da regione a regione.

Vediamo cosa avviene nella nostra terra, in Puglia.

Partiamo dal primo quesito: qual è la differenza tra un B&B familiare e un B&B imprenditoriale?

Il termine B&B è nato nel Regno Unito e in Irlanda, dove alcune famiglie locali avevano pensato di sfruttare le stanze, che erano state lasciate vuote dai figli che avevano deciso di partire per cercare lavoro altrove (siamo all’incirca negli anni ’20), ospitando così i viaggiatori e le persone di passaggio in cerca di un riparo e di un pasto caldo per una notte.

Oggi il B&B familiare deve soddisfare i seguenti requisiti:

  • l’attività deve essere svolta nella casa in cui si abita stabilmente e in maniera non continuativa;
  • si può offrire alloggio e solo la prima colazione;
  • si possono mettere a disposizione un massimo di 3 camere con 6 posti letto;
  • si può svolgere l’attività per un minimo di novanta e un massimo di duecentosettanta giorni l’anno
  • all’interno dei borghi e dei Comuni con popolazione residente non superiore a diecimila abitanti, all’interno dei centri storici e dei borghi rurali, l’attività di B&B può essere esercitata anche in unità immobiliari fisicamente distinte, lontane non oltre cento metri;
  • l’esercizio dell’attività di B&B a conduzione familiare non necessita d’iscrizione nel registro delle imprese;
  • si possono rilasciare fatture non fiscali e i proventi dichiarati come redditi diversi, dopo aver detratto le spese (utenze, pulizia, generi alimentari offerti agli ospiti).


Il B&B imprenditoriale si caratterizza invece per i seguenti requisiti: 

  • l’attività deve essere svolta nella casa in cui si abita stabilmente in maniera  continuativa e professionale;
  • anche in questo caso si può offrire alloggio e solo la prima colazione;
  • si possono mettere a disposizione un massimo di 6 camere con 18 posti letto;
  • l’attività è esercitata in un’unica unità immobiliare, ovvero in due unità immobiliari ubicate nello stesso stabile o in due stabili lontani tra loro non oltre cento metri
  • l’esercizio dell’attività di B&B imprenditoriale necessita d’iscrizione nel registro delle imprese;
  • è possibile accedere a incentivi regionali per la creazione d’impresa.
  • si devono rilasciare fatture fiscali al cliente e per redditi non elevati si può usufruire del regime forfettario

Quali sono gli adempimenti per avviare un B&B in Puglia?

Innanzitutto bisogna accedere allo sportello SUAP del Comune di pertinenza per la compilazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) alla quale devono essere allegati i documenti previsti dalla Regione per l’espletamento della pratica: planimetria, contratti di proprietà, assicurazione, ecc.

Quindi ci si deve rivolgere ai locali Uffici Turistici per la classificazione della struttura e per la comunicazione degli ospiti alle Autorità di Pubblica Sicurezza.

In Puglia lo svolgimento dell’attività ricettiva di B&B, senza la previa segnalazione certificata di inizio attività, comporta una sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro e l’immediata chiusura dell’attività.


I segreti per un B&B di successo?

Personalizzazione. I turisti sono sempre più attratti dalla possibilità di vivere un’experience: quindi, oltre a dover garantire altissimi livelli per i servizi base – comfort, pulizia, cortesia, colazione – è importante fare la differenza offrendo un plus: arredi di design, un bagno vittoriano, un laboratorio di cucina, una passeggiata per la città.

Infine, è indispensabile investire tempo e risorse su un’adeguata strategia di marketing: social, fotografie, sito internet e iscrizione ai principali portali mondiali (booking su tutti) sono strumenti indispensabili per un B&B di successo!



Commenti


Lascia un commento