Quello che non sai sui trulli

26 January 2019

Famosi per la forma quasi fiabesca, i Trulli, ora patrimonio dell’UNESCO, devono la loro forma ad un’origine che forse di magico ha poco, ma che vi farà di certo sorridere.

Il dominio di Alberobello, che ora ospita più di 1000 trulli, fu donato ai Conti di Conversano come premio per il loro aiuto da Ferdinando d’Aragona intorno al XVI secolo. Ambiziosi e pronti a tutti pur di arricchirsi, i Conti ripopolarono le terre ora note come ‘Alberobello’ ordinando ai contadini di costruirsi riparo con l’abbondante pietra calcarea presente nell’area. Con la loro forma circolare, i Trulli dovevano essere costruiti a secco, senza malta, in modo da permetterne il facile smantellamento e… evitare di pagare la tassa ‘edilizia’ imposta dal Regno di Napoli!

Grazie all’unicità della sua forma architettonica, i Trulli sono ora conosciuti in tutto il mondo come uno dei simboli della Puglia. Ma è questa la vera origine della loro struttura? Da luoghi ancora più lontani come la Grecia, la Turchia sino ad arrivare al Regno dell’Oman, giungono testimonianze che la forma conica, tanto cara ai nostri amati Trulli, sia stata invece utilizzata originariamente come tomba (dal Greco Tholos) oltre che come abitazione. La Puglia, terra di tante conquiste, nel cuore del Mar Mediterraneo, ci mostra come culture lontane siano diventate parte del patrimonio locale. Forse una lezione da ricordare per tutti dati i tempi che corrono?

Ma se la forma conica, costruita a secco, ha un origine così antica, i suoi benefici rimangono più che attuali. L’ottima ventilazione, dovuta alla permeabilità e allo spessore delle mura e alla forma del tetto, protegge i Trulli dalle escursioni termiche esterne, garantendone una temperatura stabile all’interno. Caldi d’inverno e freschi d’estate, gli interni dei Trulli erano utilizzati al 100%, ogni spazio con la sua funzione.

Oggi, rivalutati dal turismo e dal valore immobiliare sempre crescente, i Trulli sono amati soprattutto dal pubblico straniero e chissà se prima o poi, qualcuno riuscirà a tradurre questa parola magica in un’altra lingua?



Commenti


Lascia un commento